martedì 31 luglio 2007

Non barattiamo il principio di uguaglianza con quattro soldi spremuti ai ricchi
di
Andrea Pubusa

Possibilie che non si capisca che la bontà o meno della tassa sul lusso non c'entra un fico secco? Così come va lasciata nel cassetto la bandiera degli ultras pro o contro Soru? Qui, ha ragione Pietro Ciarlo, c'è in gioco qualcosa di molto più importante, anzi uno dei principi centrali della nostra Costituzione: il principio di eguaglianza. E su questo non si scherza, non sono ammesse superficialità o approcci che sull'aspetto formale facciano prevalere profili sostanziali e di merito.
Anni fa il presidente della Provincia di Milano, una ex cantante passata alla destra, suscitò la giusta indignazione di molti, limitando alcune sovvenzioni scolastiche agli studenti residenti. Una misura venata di un odioso spirito razzista verso gli studenti figli di extracomunitari. Domani la Regione Lombardia potrebbe imporre un tributo a tutti gli italiani residenti da Roma in giù che si rechino in quella operosa città. In una versione classista, il balzello potrebbe imporsi solo a coloro che hanno un alto reddito e il ricavato potrebbe essere destinato ai lavoratori ultracinquantenni privati del loro posto di lavoro.
Come si vede, una volta infranto il principio di eguaglianza, ognuno può sbizzarrirsi a pensare misure di destra o di sinistra che introducono dei distinguo fra cittadini.
Confesso: personalmente ai ricchi (alla Briatore) imporrei non solo la tassa sul lusso, ma anche una delle vecchie corvées (una prestazione personale), ancora esistenti in Italia negli anni '50, e cioè gli chiederei, se vuol trascorrere l'estate da noi, di dissodare, con pala e piccone, uno dei tanti assolati e incolti campi di Gallura. Forse la prestazione contribuirebbe a migliorarne non solo la linea, ma anche l'umanità e la condotta.
Ma che c'entra? Il problema è se questa misura, vigente l'articolo 3 della Costituzione, sia ammissibile. Personalmente, sopratutto sotto questi chiari di luna, in cui la Costituzione è sotto attacco sul fronte sostanziale (e presto lo sarà di nuovo su quello formale), io non baratterei il principio di eguaglianza con nessuna misura, lo proteggerei come il bene più prezioso, come la pupilla degli occhi.

1 commento:

Sergio Di Rosa ha detto...

Non sono d'accordo, caso mai è vero il contrario. E' propro in rispetto del principio di uguaglianza che i ricchi dovebbero pagare più tasse. E poi non confondiamo politiche "razziste" a livello locale, e tentativo di far pagare qualche euro ha chi di soldi ne ha da buttare.
Io non sono d'accordo con le politiche di Soru, che considero da sempre un uomo di destra. Ma qualche volta, qualche politica che sappia un"pò" di sinistra facciamola...

Sergio Di Rosa


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